1 settembre 2011 in Lettere

Di fronte alla morte

freedom_by_ahmetorhan

Un omicidio nella piccola Chiavari. Sulla cronaca locale è pubblicata una lettera di amici dell’uomo ucciso che si domandano perchè i delinquenti non stiano tutti in galera e si getti via la chiave.
Una nostra amica, colpita da questa posizione, risponde.

E’ comprensibile e assolutamente condivisibile il dolore di fronte alla morte, ancora di più se si tratta di una morte violenta e assurda…e di più ancora se chi muore è un figlio, un fratello, un amico.
Tutti siamo rimasti costernati e addolorati.
Però…di fronte alla lettera che è stata pubblicata non posso fare a meno di pensare a quello che è avvenuto poco tempo fa nel carcere Due Palazzi di Padova. In occasione del Battesimo di tre detenuti (pene lunghe, compreso l’ergastolo) sono presenti alcuni ospiti che nessuno immaginerebbe.
Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, Margherita Coletta, moglie del carabiniere ucciso a Nassiriya.
Carlo Castagna, che ha perso la famiglia nella strage di Erba.
Davanti a tutti, detenuti, polizia, Vescovo, famigliari e amici, Carlo Castagna ha parlato del suo perdono. Di quello che ha provato vivendo quel dolore: misericordia e giustizia, due cose che, come diceva il prof. Nembrini lì presente, l’uomo non può tenere insieme da solo.
Per perdonare l’uomo deve smorzare la verità e se sta alla verità delle cose non può più perdonare.  Margherita Coletta ripete come per lei l’esperienza della misericordia sia l’unica speranza per se’ e per tutti. Gemma Capra racconta: ” ho sempre pensato che Dio corre in aiuto di  tutti, parla a tutti. Lo ripeto alle vittime del terrorismo, spesso arrabbiate, chiuse nel loro dolore. Posso dirlo perchè l’ho sperimentato. Ho percepito in modo intenso che Dio parla, viene in soccorso di chi ha ucciso. La mia strada è uguale, il cammino di perdono è uguale per tutti.” Leggi l’articolo completo.. »

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9 luglio 2011 in Amicizia, Lettere, Storie

Tipi umani così

cdo

In vacanza con CDO sport..

Dopo tre bellissimi giorni di relax all’isola d’Elba, in casa di amici, attraverso l’Italia per arrivare nelle Marche e precisamente a Colli Del Tronto.
Mi incontro con un amico invitato abbastanza per “caso” a questa tre giorni sportiva, almeno così gli ho raccontato.
Amici che fanno dello sport il loro lavoro ma anche appassionati o persone coinvolte con questo mondo indirettamente, erano tutte schierate puntuali al ritrovo in questo enorme Hotel, un po’ sperduto in collina, luogo adatto per incontri sportivi, seminari, conventions e relax. Leggi l’articolo completo.. »

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4 giugno 2011 in Amicizia, Lettere, Storie

Il Sentiero di Montagna

Sentiero montagna

La piccola Matilde. Cento “afflizioni” fisiche, mille battaglie. Un’avventura strana e impensabile in una “strana” scuola a Chiavari. . .dove accade la normalità.

Ma in un modo diverso. Il racconto della famiglia.
Il Sentiero di Montagna
Vi è mai capitato di desiderare tanto una vacanza?

 

Organizzi tutto alla massima perfezione:
- metti da parte i soldi;
- sfogli riviste e vai a cercare su internet la meta più bella: Grecia, Seychelles, capitali europee??
- discuti con tuo marito perchè tu vuoi andare al mare lui a visitare i castelli della Loira!

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26 maggio 2011 in Amicizia, Lettere

Un Amore Infinito

fetusforeco

Alcune righe inviate da una nostra amica ad una ragazza che, scoprendo in gravidanza di aspettare un bimbo “imperfetto”, ha deciso di abortire.

Cara Maria (chiameremo così la nostra amica n.d.r.), innanzitutto ti chiedo di perdonare questa intrusione improvvisa nella tua vita in un momento che so essere per te molto difficile. Sono Francesca e sono la mamma di Sara, Simone e Benedetta; come credo Simona ti abbia già raccontato mio figlio Simone tre anni fa è andato in Paradiso, all’età di sei anni appena. Simone era affetto da Sindrome di Down, ma direi che questo era l’ultimo dei suoi problemi perchè la vera lotta della sua breve vita è stata contro una grave malformazione dell’esofago che lo ha sempre costretto a nutrirsi attraverso un sondino e lo ha costretto a subire molti interventi chirurgici e lunghi ricoveri, tanto che non ha mai imparato nè a parlare nè a camminare.

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